22/08/2026
Dehors completo per bar, ristoranti, hotel e spiagge
Spazio sul marciapiede, plateatico fronte mare, giardino di hotel: negli ultimi anni queste aree sono diventate il cuore di molti locali, non più un’aggiunta stagionale. È lì che i clienti chiedono di sedersi per primi, lì che nascono foto e stories, spesso lì che si decide se entrare o proseguire oltre. Chi lavora nell’horeca lo sa bene: basta un po’ di vento laterale, un acquazzone improvviso o il sole di taglio sull’ora di pranzo perché metà dei tavoli esterni si svuotino o diventino difficili da gestire.
Cosa si intende per dehors
Un dehors è lo spazio all’aperto di un locale – bar, ristorante, hotel, stabilimento balneare – attrezzato in modo stabile o semi‑stabile con tavoli, sedute e strutture leggere per accogliere i clienti fuori dalle sale interne. Può affacciarsi su marciapiedi, piazze, cortili, giardini o fronte mare ed è di solito delimitato da pedane, fioriere, pergole, vetrate o parapetti che ne segnano il perimetro senza trasformarlo in un volume edilizio chiuso. In pratica è una stanza all’aperto del locale, regolata da concessioni di occupazione suolo pubblico o da accordi privati quando si trova su spazi di proprietà.
Pergole bioclimatiche o pergotende, vetrate panoramiche VEPA, vetrate alzanti e tende in cristal non sono più dettagli accessori: sono gli strumenti che permettono di organizzare il dehors, proteggerlo e renderlo sfruttabile per 9–10 mesi l’anno. In questa guida vediamo come ragionare su un dehors completo per bar, ristoranti, hotel e stabilimenti balneari: quali soluzioni esistono, come si combinano e quali domande porsi prima di investire davvero.
Perché il dehors è diventato strategico per le imprese dei settori horeca
Prima di entrare nel tecnico vale la pena chiarire un punto: per molti locali il dehors non è più un bonus, ma una parte reale del modello di business.
I motivi sono chiari:
- i clienti cercano più che mai spazi all’aperto, soprattutto in città e nelle località turistiche
- i tavoli esterni vengono percepiti come “posti migliori” e spesso si riempiono per primi
- un dehors curato è un richiamo visivo potente: comunica livello, atmosfera e target a colpo d’occhio
Il problema nasce quando il dehors è improvvisato: tavoli esposti al vento, ombrelloni che non reggono un temporale estivo, pioggia che entra di lato, sole che abbaglia nei turni più importanti. In questi casi il locale ha metri quadri teoricamente disponibili, ma poco sfruttabili in tutti quei giorni “di mezzo” in cui il meteo è variabile.
Un dehors completo, progettato con criterio, lavora proprio su questa fascia grigia: riduce i tavoli inutilizzabili e rende appetibili le sedute esterne anche quando le condizioni non sono perfette. Non promette miracoli, ma aumenta in modo concreto continuità di utilizzo e qualità percepita.
Dal punto di vista normativo, lo scenario resta in evoluzione, ma la direzione è chiara: le amministrazioni guardano con favore a dehors progettati con strutture leggere, amovibili e ben integrate nel contesto urbano, motivo per cui ha senso investire in sistemi che uniscono qualità estetica, reversibilità e rispetto del paesaggio anziché in soluzioni provvisorie ma invasive.
Coperture per dehors
Per la copertura superiore del dehors oggi esistono diverse strade, con livelli molto diversi di protezione e continuità di utilizzo. Gli ombrelloni professionali di grandi dimensioni ( restano una soluzione valida per chi cerca flessibilità e rapidità: si aprono e chiudono velocemente, modulano l’ombra nei periodi più miti e si adattano bene a dehors stagionali o a configurazioni che cambiano spesso.
Quando però l’obiettivo è avere uno spazio esterno che lavori davvero per buona parte dell’anno, entrano in gioco le strutture portanti abbinate a tende da sole e sistemi di chiusura più evoluti. In questo scenario, i prodotti che garantiscono le prestazioni migliori restano le pergole, sia nella versione bioclimatica, con lamelle orientabili che regolano luce, ombra e ventilazione, sia nella versione con telo impacchettabile, che permette di scoprire completamente il cielo nelle giornate ideali e di richiudere in sicurezza quando serve protezione da sole e pioggia.
Pergole per locali horeca: il telaio su cui costruire tutto
Quando l’obiettivo è usare il dehors per gran parte dell’anno, entrano in gioco le pergole, che offrono un telaio più stabile su cui costruire il resto del progetto. Le situazioni tipiche sono due:
- su strada o su piazza: struttura addossata alla facciata, spesso in continuità visiva con l’interno
- in giardino o in area dedicata: struttura autoportante che ritaglia un perimetro chiaro nel vuoto
La pergola bioclimatica garantisce il controllo più fine su sole e ventilazione: le lamelle orientabili permettono di aprire per far respirare il dehors nelle ore meno calde, inclinare per creare ombra nelle ore critiche e chiudere in caso di pioggia, convogliando l’acqua in gronde integrate. La pergola con telo impacchettabile è ideale quando si vuole il massimo di apertura verso il cielo nelle giornate perfette, mantenendo una copertura efficace nel resto del tempo; in contesti urbani stretti la possibilità di far “sparire” il telo verso la facciata è spesso un vantaggio concreto.
Per un imprenditore la vera domanda non è “ombrelloni, tende o pergola?”, né solo “bioclimatica o telo?”, ma come la copertura scelta dialoga con la pianta del locale e con i vincoli della zona. Flussi dei camerieri, percorsi dei clienti, posizionamento dei tavoli, viste da non coprire, insegne e corpi illuminanti vanno pensati in questa fase, tenendo conto anche delle regole comunali sugli spazi esterni. È il modo più efficace per evitare di ritrovarsi con una copertura bella da vedere, ma scomoda da gestire in servizio o poco sfruttabile nei mesi in cui il dehors potrebbe lavorare di più.
Le vetrate per un dehors protetto
Una vetrata ben progettata è spesso la chiave per trasformare un dehors in una sala vera, senza perdere la sensazione di stare fuori. Nel mondo horeca le famiglie principali sono due: le vetrate panoramiche amovibili (VEPA) e le vetrate alzanti; lavorano in modo diverso, ma hanno lo stesso obiettivo: proteggere senza “murare” il locale.
Le vetrate panoramiche amovibili (VEPA) vetrate senza infisso, pensate per chiudersi e aprirsi completamente. Davanti a una pergola o lungo un portico permettono, da chiuse, di avere una sala vetrata riparata da pioggia e vento; da aperte, il dehors torna terrazza, con aria che circola e contatto diretto con strada o piazza. Funzionano perché i profili sono sottili, le aperture scorrono o si impacchettano liberando grandi luci e si può lavorare su vetri diversi – stratificati, selettivi – per migliorare comfort e controllo solare senza appesantire la facciata. Dal punto di vista normativo, le VEPA sono considerate strutture leggere e temporanee, e godono di regole più semplici rispetto agli ampliamenti chiusi, pur richiedendo sempre attenzione alle autorizzazioni locali.
Le vetrate alzanti invece funzionano come un parapetto dinamico: la parte superiore sale e scende a seconda del momento. Su marciapiedi, lungomare e piazze trafficate permettono di tenere una linea bassa quando il clima è perfetto, mantenendo il dehors apertissimo, e di alzare il vetro quando aumenta il vento, il traffico o serve più privacy, per poi tornare in pochi secondi alla configurazione aperta senza fatica per lo staff. Per bar, bistrot e wine bar sono una soluzione molto usata perché delimitano lo spazio restando leggere alla vista, proteggono i clienti senza dare l’idea della “stanza chiusa” e occupano pochissimo spazio a terra rispetto ad altri sistemi più ingombranti.
Chiusure in cristal: l’alleato delle mezze stagioni
Le chiusure in cristal restano una scelta molto pratica per tanti dehors: teli trasparenti che scorrono verticalmente, con o senza zip laterali, e si raccolgono in un cassonetto quando non servono.
Sono particolarmente utili quando:
- la struttura esistente non consente di installare vetrate
- si vuole una chiusura stagionale, attiva solo in certi periodi
- serve una protezione rapida su lati specifici, per esempio quelli esposti al vento dominante
Le versioni con zip laterale migliorano molto la tenuta, riducendo spifferi e infiltrazioni di pioggia obliqua. Non offrono le stesse prestazioni del vetro, ma abbinate a pergole e tessuti tecnici consentono di tenere vivi i tavoli esterni in tutte quelle giornate che, con un semplice ombrellone, sarebbero da “chiudere per scomodità”.
Schermature solari: salvare i coperti nelle ore peggiori
Una volta sistemati copertura e chiusure laterali, resta da gestire il grande tema del sole. Chi lavora con pranzi e aperitivi sa bene cosa significa avere il tavolo “bello” ma inutilizzabile perché alle 13:30 si trasforma in una piccola serra.
Le schermature solari – tende da sole, screen verticali, frangisole – servono proprio a:
- ridurre l’abbagliamento nelle ore critiche
- contenere il surriscaldamento delle superfici
- creare zone di luce più morbida, dove i clienti non “scappano” dopo pochi minuti
In un dehors completo non lavorano mai da sole: interagiscono con pergola, VEPA, vetrate alzanti e cristal, in base a orientamento e tipologia di servizio (colazioni, pranzi veloci, aperitivi lunghi, cene). Progettare bene le schermature significa salvare coperti proprio nei momenti in cui il locale lavora di più.
Cosa deve fare davvero un dehors per il tuo locale
Al di là delle schede tecniche, chi gestisce un locale guarda a tre cose. La continuità di servizio: più giorni e più ore in cui il dehors è davvero utilizzabile, con il minor numero possibile di tavoli “sacrificati” per meteo o orientamento. La qualità dell’esperienza: posti in cui gli ospiti non hanno vento in faccia, non vengono investiti dal traffico, non devono spostarsi per il sole che entra di taglio e possono restare più a lungo volentieri. L’immagine: un dehors che, visto da fuori, racconta subito stile del locale, tipo di clientela, livello di cura dei dettagli.
Pergole, VEPA, vetrate alzanti, cristal e schermature solari sono interessanti proprio perché permettono di lavorare su tutte queste dimensioni insieme: non solo fare ombra, ma costruire un luogo riconoscibile, confortevole e attivo il più a lungo possibile, dove le persone abbiano davvero voglia di sedersi e tornare.
4 mosse per impostare al meglio il progetto del tuo prossimo dehors
Se ti stai chiedendo come progettare il dehors del tuo bar o ristorante senza errori, prima di scegliere quale prodotto acquistare, vale la pena fermarsi un momento sul progetto. Queste quattro domande sono il punto di partenza per un dehors per i settori Ho.Re.Ca. che funzioni davvero, non solo in foto.
- Quando ti serve davvero il dehors?
Più che pensare “estate/inverno”, guarda alle fasce orarie che contano per il tuo locale: colazioni, pranzi veloci, aperitivi, cene. Un dehors che deve lavorare bene a pranzo ha esigenze diverse da uno pensato soprattutto per aperitivi lunghi o dopocena, per luce, ombra e tempi di permanenza. - Per quanti mesi vuoi che resti attivo?
Vuoi usarlo solo nei mesi caldi o puntare anche sulle mezze stagioni (e oltre)? La risposta cambia livello di protezione, tipo di struttura e budget: un dehors pensato per 3–4 mesi non avrà le stesse esigenze di uno che deve reggere 8–10 mesi l’anno. - Da dove arrivano sole, vento e rumore?
Prima di parlare di modelli, conviene capire dove picchia il sole nelle ore di punta, da che lato entra il vento e quali fronti sono più esposti al traffico. È qui che si decide dove concentrare coperture, chiusure vetrate e schermature tessili: non è solo comfort, sono coperti che restano “vendibili” invece di svuotarsi a metà servizio. - Quanta gestione quotidiana è sostenibile per il tuo staff?
Alcune soluzioni vanno aperte e chiuse a mano, altre sono motorizzate, altre ancora cambiano configurazione in pochi secondi. Se ogni giorno servono molti minuti per sistemare teli, vetrate e tende, il dehors rischia di pesare sulla squadra invece di aiutarla: meglio saperlo prima di scegliere.
Se stai ragionando sul prossimo dehors del tuo locale e vuoi confrontarti con qualcuno che lo progetti partendo da flussi, clima e qualità dello spazio, puoi scriverci: in Bruscoli lavoriamo con imprese e imprenditori dal 1978.